Passeggiata emozionante su una vera e propria discarica specializzata di epoca romana, un accumulo di anfore utilizzate per il trasporto di grano e alimenti liquidi che giungevano dal porto di Ostia a Roma attraverso l’adiacente Tevere.

Non abbiamo in calendario una visita per questo sito Contattaci per concordare un'apertura speciale!

Per prenotare questa visita contattare telefonicamente il numero 320 5560439

Il numero delle anfore accatastate a formare questo "monte" si stima attorno ai 25 milioni. Nell'antichità le anfore erano il recipiente di trasporto e immagazzinamento per eccellenza.

Il loro basso costo permetteva una fabbricazione massiccia e, una volta svuotate, le anfore venivano abbandonate in una discarica del tempo, il moderno Monte Testaccio, dovei cocci venivano ricoperti di calce per evitare i cattivi odori. Grazie a questa caratteristica, sui cocci si è conservata una grande quantità di informazioni epigrafiche: sulle anfore i romani scrivevano una serie di dati, in un certo senso equivalenti alle etichette dei recipienti moderni. Le iscrizioni dipinte sul collo, sulla spalla, e sul ventre dell' anfora indicano il peso a vuoto, il nome del mercante, il peso netto. Così etichettate, le anfore venivano sottoposte ai controlli dei funzionari doganali.

Nei secoli successivi il monte divenne luogo per feste e scampagnate, nel medioevo per vari secoli fu il luogo preferito dai romani per i loro violenti riti carnevaleschi, per le feste legate alla vendemmia e per cerimonie religiosi, per la somiglianza con il Calvario sulle sue pendici fu installata una via crucis, ricordata ancora oggi dalla croce situata sulla sommità del monte.  

 

Luogo dell'appuntamento: via Nicola Zabaglia, angolo via Galvani

Per questa visita il luogo dell'appuntamento è raggiungibile alle coordinate GPS presenti nel link in basso; è consigliabile presentarsi 15 minuti prima dell'inizio della visita per espletare tutte le formalità del caso

Naviga verso il louogo dell'appuntamento