A due passi dall’aeroporto di Fiumicino, si trovano ancora oggi, immersi in una splendida cornice naturale, i resti di un enorme complesso portuale che riforniva l’antica Roma Imperiale: era questo il fulcro del commercio e della fortuna dell’impero. Questa zona, destinata al “Safari Park” negli anni ’80, è oggi un’area archeologica dove natura e archeologia si fondono nella storia.

Data e orario della visita Partecipanti Prezzo (€)
Data: Domenica 9 Giugno 2019 ore 11:00 Ci sono ancora posti disponibili Prezzo (€): 10,00 Prenota

Prezzo
Visita Guidata: 10€ (i bambini sotto i 10 anni non pagano)
Biglietto di Ingresso al Sito: Gratuito!

Informazioni Utili
Durata della Visita: 2h circa
Abbigliamento: Scarpe comode, Cappello per il sole
Importante: portarsi una bottiglia d'acqua (potrebbero non esserci fontane durante il percorso)

Appuntamento:
Ingresso dell’area archeologica di Portus, via Portuense km 25,600 (il cancello d’ingresso si trova sotto il viadotto di Via dell’Aeroporto di Fiumicino (SS 296) a Fiumicino).
Parcheggio: nei pressi dell'area archeologica, oppure venendo da Roma, prima dell'ar archeologica, c'è un parcheggio nei pressi del cimitero.

Info: 334 7401467

Portus non era semplicemente il porto marittimo di Roma, ma un asse ideale di connessione tra la Capitale e i porti del Mediterraneo, che garantiva il rifornimento della capitale nell’entroterra.

La necessità di un porto sul mare si era fatta sentire sin dai primi anni dell’impero: l’imperatore Claudio già nel 46 d.C. aveva dotato infatti Roma di un porto sul mare e aveva fatto realizzare, alla foce del Tevere, un grande porto protetto da due moli ricurvi. Qui le navi trovavano riparo e scaricavano i loro prodotti che, risalendo il Tevere su delle chiatte, raggiungevano poi il porto fluviale e da lì i mercati di Roma.
Nel II secolo d.C., quando la popolazione di Roma aveva ormai raggiunto il suo apice, l’imperatore Traiano decise di aumentare la capienza del porto, facendo costruire un bacino esagonale: profondo 5 metri e ampio 33 ettari, questo nuovo porto, più interno e scavato nella terraferma, offriva un attracco più sicuro alle grandi imbarcazioni. In età traianea, Portus era un vero e proprio centro di scambio: le navi che arrivavano dalle provincie cariche di olio, grano e vino erano guidate da un grande faro che le indirizzava verso il bacino più esterno, il porto di Claudio. Da qui, dopo aver aspettato il proprio turno, le navi raggiungevano il porto di Traiano e, al riparo da eventuali mareggiate e insabbiamenti, scaricavano le merci che venivano conservate negli immensi magazzini.
Durante la nostra visita, passeggeremo tra ciò che è rimasto di questo grande complesso commerciale: i moli dell’antico porto di Claudio oggi insabbiati, i magazzini a più piani per conservare le merci, gli attracchi e le rampe per lo scarico delle merci. Attraversando prati verdi e intrecci di strutture in mattoni, e ricostruendo con l’immaginazione il traffico di merci e il viavai di persone che attraversavano questi luoghi, giungeremo al bordo del grande bacino esagonale: oggi in proprietà privata della famiglia Sforza Pallavicini e ancora pieno d’acqua, è visibile dall’alto, dal piano più alto di uno dei blocchi di magazzini imperiali ancora in piedi.
Abbandonate il traffico cittadino per un giorno, avvicinatevi al mare e lasciatevi trasportare indietro nel tempo in una delle più belle e allo stesso tempo meno conosciute aree archeologiche della città!

 

 

Ingresso area archeologica, via Portuense km 25,600

Per questa visita il luogo dell'appuntamento è raggiungibile alle coordinate GPS presenti nel link in basso; è consigliabile presentarsi 15 minuti prima dell'inizio della visita per espletare tutte le formalità del caso

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